Lunedì sera, Rai5, sento la parola Maldive e mi dico, bè, ottimo! ora mi guardo questo bel documentario (anche se volgeva verso la fine) che mi possa far sognare per qualche istante con le spettacolari immagini di questi atolli nell'oceano Indiano... ma... mi ritrovo con enorme stupore, tristezza e rabbia a prendere coscienza di come anche le Maldive (nell'immaginario collettivo le potrei definirle un "paradiso vergine ed incontaminato") siano catastroficamente nel più profondo degrado ambientale.
Meno di dieci minuti di documentario, ma sono sufficienti per farmi fare una ricerca sul web.
Leggo che i primi a dare l’allarme sono stati il quotidiano inglese The Guardian (e qui confermo la mia idea che ambientalmente gli inglesi sono avanti anni-luce sull'attenzione all'ambiente) e le campagne di sensibilizzazione promosse dall’ONG locale Blue Peace che, dopo anni di silenzio, hanno portato alla luce questo fatto più che preoccupante.
Sul sito del quotidiano inglese trovo un articolo risalente ai primi giorni del 2009 ed un fotoracconto dello stesso periodo.
Per inquadrare il fenomeno fornisco due numeri:
Maldive = arcipelago di 1.192 isole nell'oceano Indiano, raggruppate in 26 atolli.
Popolazione delle Maldive = 270.000 abitanti ma il turismo ogni anno fa sì che altre 650.000 persone vivano le isole (dato dell'anno 2008).
Il risultato è che più di 300 tonnellate di spazzatura al giorno si riversano su quella che è diventata l'isola-pattumiera, Thilafushi. La maggior parte di tali rifiuti proviene da Malè (capitale della Repubblica delle Maldive), una delle città a più alta densità abitativa (Wikipedia fornisce un numero come 18.000 ab/km2) (o_0). Thilafushi, un'isola di circa 150 ettari (dato 2009) che si stima cresca di un metro quadrato per giorno.
Il documentario mostra bene come rimanga ben nascosta agli occhi dei turisti e di chiunque si trovi su qualsiasi altra isola dell'arcipelago; forse guardando bene con molta attenzione, qualche nuvoletta di fumo talvolta si scorge in lontananza, ma raramente.
Nuvola di fumo, bè, perchè ovviamente oltre ai rifiuti che finiscono direttamente in mare, ci sono anche quelli che vengono bruciati direttamente e quelli che filtrano attraverso la sabbia su cui si trovano.
Vent'anni fa le Maldive erano incontaminate. Nel 1992 si è registrato il primo trasporto di spazzatura a Thilafushi ed ad oggi la situazione è catastrofica.
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| Visione dall'alto di un atollo delle Maldive [immagine presa dal sito girovagate.com] |
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| Thilafushi - vista aerea (con i cumuli di rifiuti che visibilmente bruciano) [immagine presa dal sito freeforumzone.leonardo.it] |
Qui la parola "sostenibilità" non ha più peso, è qualcosa di più grosso, si sta distruggendo lo stesso suolo, lo stesso terreno che ci dà da mangiare.
Così non si può continuare.
Per chi volesse rivedere il documentario su Rai5, questo è il link a Rai Replay.
INDIAN OCEAN - 21/10/2013 - durata 1:02:48
INDIAN OCEAN - 21/10/2013 - durata 1:02:48


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